Negli ultimi anni è diventato abbastanza comune sentire parlare, in giro o sui social media, di “banconote fuori corso”. Notizia molto rilevante per chi di noi ha a che fare con vecchie ricevute, collezioni di banconote, o, anche, chi per fortuna ritrova un vecchio portafoglio. Ma cosa significa esattamente “fuori corso” e quali sono le banconote ormai prive di valore?
Sebbene possa confondere la parola, non tutte le banconote fuori corso sono ad oggi senza valore. Oggi, in questo articolo, andremo ad analizzare insieme il significato di questo termine “complesso”, come vengono trattate le banconote “vintage” o “fuori corso” e cosa può fare chi le possiede, cercando di chiarire quanti più dubbi possibili.
Il significato di “fuori corso”
Con il termine “fuori corso” solitamente si indicano quei tagli di banconota che, per vari motivi, non hanno più valore legale. In molti casi, si parla di vecchie banconote che vengono sostituite da nuove emissioni, o valute appartenenti a sistemi monetari ormai superati, come nel caso della lira italiana, che è stata sostituita dall’euro a partire dal 2002.
In questi casi, le autorità centrali concedono un periodo di tempo nel quale è possibile scambiare le vecchie banconote con quelle nuove. Passato questo periodo, le banconote vengono dichiarate fuori corso, perdendo quindi il loro valore d’acquisto, ma, in alcuni casi come prodotte limitatamente e ben conservate, ne guadagnano nel mondo del collezionismo.
Il destino delle banconote fuori corso
Ormai abbiamo appreso che quando una banconota viene etichettata come fuoricorso, è destinata a perdere il suo valore. Questa situazione può causare molta confusione, soprattutto per chi non è abituato a situazioni di cambio valuta. Banconote come quella da 500 euro, ad esempio, sono fuori produzione, ciò non vuol dire che abbiano perso il loro valore. Eccovi una lista di alcune banconote ormai obsolete nel nostro paese:
- 100 lire
- 200 lire
- 500 lire
- 1.000 lire
- 2.000 lire
- 50.00 lire
- 10.000 lire
- 20.000 lire
Molto interessante notare come queste banconote, non avendo più il loro valore originario d’acquisto, hanno acquisito un valore di mercato dovuto alla loro storia, dalla quantità sul mercato e dalla domanda dei collezionisti. D’altra parte, molte banconote prodotte in serie più elevate, non riescono a trovare spazio nel mercato del collezionismo, rimanendo così semplici souvenir vintage per i più nostalgici.
Quindi, in conclusione, le banconote fuori corso sono un esempio evidente dell’evoluzione monetaria, che passa da un valore economico e pratico ad un valore da collezione. Sapere il significato di fuori corso diventa quindi importante anche per chi vuole immettersi nel mondo del collezionismo di banconote, evitando delusioni e scoprendo la storia nascosta dietro, ormai, semplici pezzi di carta.