La macchina da scrivere ha avuto un ruolo importantissimo in particolare nello scorso secolo per l’affermazione della scrittura, quindi in ambiti come quello del giornalismo o della letteratura, oggi sono naturalmente molto meno impiegate e spesso considerate oggetti vintage. Esistono vecchie macchine da scrivere che possono davvero valere una fortuna, quali sono? dw dw dw
E’ bene analizzare il contesto storico ma anche la rarità e come per qualsiasi altra forma di oggetto interessante: la macchina da scrivere ha visto una vera e propria evoluzione abbastanza costante e “spinta” nel corso dei decenni, ed anche in Italia sono stati concepiti pezzi davvero importanti che ancora oggi sono molto riconoscibili. dw dw wd dwd w dwd wdwdw dw dw w
Quali sono però le macchine da scrivere che valgono davvero tantissimo? Molte più quelle che possiamo immaginare, anche perchè negli ultimi decenni anche numerosi nuovi collezionisti hanno apprezzato l’amatorialità della scrittura con questi strumenti generalmente dal costo moderatamente elevato ed indispensabili per la scrittura, giustificato però dall’utilità effettiva dello strumento.
La rivoluzione meccanica
Con la macchina da scrivere ogni forma di scrittura ha subito una vera e propria accellerata nelle tempistiche e nelle ottimizzazioni: questo strumento che non sembra avere un singolo inventore ma tante persone che in particolare dalla fine dell’Ottocento hanno sviluppato strumenti in qualche modo simile allo strumento del pianoforte per imprimere tramite la pressione dei tasti le singole lettere sul foglio.
E’ stato sicuramente il XX secolo quello di maggior affermazione effettiva della macchina da scrivere, in particolar modo la prima metà ha visto la parte “pionieristica” che poi è seguita alla seconda metà del secolo che ha portato una affermazione anche al di fuori del contesto giornalistico/letterario, con brand come la nostra Olivetti che ha tra l’altro creato vari esemplari interessanti.
Tantissimi esemplari hanno “fatto la storia” come la famosa serie Lettera di Olivetti come la 22 e la 32, che sono state impiegate anche da personalità molto famose come scrittori, registi ed autori. Partendo proprio dalle italiane, fino a quelle “estere” quali sono le macchine da scrivere dal valore più interessante, da ogni punto di vista?
Le Olivetti
Olivetti, nata a inizio 900 ha iniziato a produrre macchine da scrivere in buone quantità dagli anni 30, tuttavia uno dei primi esemplari ovvero la Olivetti M1, che oggi può valere tra i 900 euro fino a diverse migliaia di euro essendo rarissima. Meno rara ma comunque importante è stata la M40, dal valore molto variabile, compreso tra i 150 ed i 400 euro di media.
Tra gli esemplari successivi più interessanti figura l’iconica Valentine, quasi sempre di colore rosso che può valere fino a 1200 euro se in eccellente conservazione e con la custodia originale, naturalmente rossa. Pezzi in altri colori come il bianco sono concepiti per altri mercati e sono ancora più ricercati, valgono fino a circa 2900 euro.
Olivetti Lettera 32c costituisce una delle prime compatte di enorme diffusione, il suo valore tra gli appassionati è sostenibilmente in aumento con punte tra i 500 ed i 600 euro, mentre esemplari come la Studio 44, concepita tra gli anni 50 e 60 oggi possono valere cifre tra i 600 ed i 1400 euro se in eccellente stato di conservazione.
Altri esemplari
Tanti altri hanno fatto la storia, anche letteralmente come ad esempio la macchina da scrivere utilizzata da Ernest Hemingway, che può avere un valore (ne esistono varie) di diverse decine di migliaia di euro fino a quella sicuramente utilizzata dal regista ed autore Orson Welles valutata oltre 80 mila euro secondo le ultime stime aggiornate.
La Remington è una delle marce di macchine da scrivere (e non solo), i primissimi esemplari concepiti a fine ottocento vengono valutate naturalmente cifre molto elevate, addirittura il primo esemplare, rarissimo e custodito in pochi musei, viene valutato anche più di 100 mila euro.
Da menzionare anche esemplari diversi ma comunque influenti come la prima Remingon portatile degli anni 20 che vale fino a 700 euro.
Corona ha costituito un altro brand importantissimo a cavallo tra le due guerre mondiali, ed esemplari vintage che hanno più di un secolo come la variante portatile, una delle prime utilizzate direttamente sul campo di battaglia, sono oggi molto in voga tra gli appassionati e possono valere davvero tanto, fino a oltre 1000 euro.
I fattori che influiscono sul valore
Come ogni altro oggetto l’autenticità è pari solo alla variante che è possibile aspettarsi: importanti per una macchina da scrivere d’epoca che tutti i pezzi siano funzionanti e che allo stesso tempo risultino essere originali. Solo elementi restaurati utilizzando però metodi e strumenti dell’epoca sono mediamente in grado di non far calare la valutazione.
Ancora meglio se disponiamo di numeri di serie, in grado di certificare il valore effettivo potenziale di un esemplare. Anche pezzi come la famosa Lettera 22, utilizzatissima verso la metà del XX secolo può valere molto poco (meno di 50 euro se in stato non perfetto) ma fino a 400 euro se si trova in condizioni assolutamente perfette.